L’inizio dell’applicabilità dei nuovi obblighi normativi introdotti dal Data Act nell’Unione Europea segna una nuova era per la gestione e la condivisione dei dati, soprattutto nei settori altamente regolamentati.
A partire dalle principali novità introdotte dal Regolamento UE e dalle sfide operative per la compliance, scopriamo come Aptus può supportare le organizzazioni nell’identificare tempestivamente gli impatti normativi, ottimizzare i processi e garantire un adeguamento efficace alle nuove regole europee.
Data Act UE: quadro normativo e nuove sfide per la compliance
Gli obblighi introdotti dal Regolamento UE 2023/2854, noto come Data Act, sono diventati applicabili dallo scorso 12 settembre e rappresentano un pilastro della strategia europea per la creazione di un mercato unico dei dati. L’obiettivo di questa normativa è quello di favorire un utilizzo più efficiente, equo e sicuro dei dati generati nell’Unione, promuovendo competitività, innovazione e sovranità digitale.
Il Data Act si applica infatti a una platea ampia di organizzazioni: aziende che forniscono prodotti o servizi connessi, enti pubblici, PMI e operatori dei settori finanziario, assicurativo, sanitario, energetico e manifatturiero.
Le principali novità riguardano:
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l’accesso e la condivisione dei dati: il diritto degli utenti di accedere anche ai dati non personali generati dai dispositivi e servizi che utilizzano, obbliga i fornitori a garantire portabilità e interoperabilità dei dati, anche verso terzi e autorità pubbliche;
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gli obblighi di trasparenza: le aziende devono informare chiaramente utenti e clienti sulle modalità di raccolta, utilizzo e condivisione dei dati anche non personali, specificando chi può accedervi e per quali finalità;
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regole sui data holder: chi detiene i dati deve metterli a disposizione di terzi in modo equo e non discriminatorio, anche su richiesta di enti pubblici per finalità di interesse generale;
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clausole contrattuali e tutela delle PMI: il regolamento vieta clausole abusive nei contratti tra grandi operatori e PMI, imponendo condizioni trasparenti per l’accesso ai dati;
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sicurezza e riservatezza: rafforzamento degli obblighi di sicurezza nella gestione dei dati, anche non personali, con particolare attenzione alle informazioni sensibili e alla prevenzione di accessi non autorizzati.
Per le istituzioni finanziarie e i settori regolamentati, il Data Act impone dunque una riorganizzazione profonda dei processi di raccolta, conservazione, trattamento e condivisione dei dati, estendendo molti obblighi già introdotti dal GDPR anche ai dati non personali.
Le aziende dovranno dunque aggiornare registri dei trattamenti, policy di sicurezza, procedure di risposta alle richieste di accesso e portabilità, e rivedere i contratti con partner, fornitori e clienti.
Impatti concreti: governance, interoperabilità e cultura del dato
L’adeguamento al Data Act comporta il superamento di tre sfide chiave per la compliance nei settori regolamentati, che riassumiamo di seguito.
1. Rafforzare la data governance
La governance dei dati deve abbracciare sia le informazioni personali che quelle non personali, con modelli organizzativi chiari, ruoli e responsabilità ben definiti, strumenti di data management avanzati e policy di accesso trasparenti. La tracciabilità di ogni operazione e la documentazione delle procedure diventano requisiti imprescindibili, non solo per prevenire abusi ma anche per dimostrare la conformità in caso di controlli o richieste delle autorità.
2. Garantire interoperabilità e portabilità
Il Data Act promuove la creazione di mercati dei dati aperti e interoperabili. Le aziende sono chiamate ad adeguare i sistemi per consentire la portabilità dei dati tra piattaforme diverse, adottando standard tecnici condivisi e assicurando la compatibilità con partner e fornitori. L’interoperabilità non è solo un obbligo normativo, ma una leva per l’innovazione e la creazione di nuovi servizi a valore aggiunto.
3. Sviluppare una cultura aziendale orientata al dato
La compliance efficace dipende dalla capacità di coinvolgere tutte le funzioni aziendali nella valorizzazione e nella gestione responsabile del dato. La formazione continua, la collaborazione tra compliance, IT, legal, risk management e business, e la comunicazione interna sono strumenti essenziali per tradurre gli obblighi normativi in comportamenti virtuosi e sostenibili.
Il Data Act si integra dunque con altre normative europee come il GDPR, il Regolamento DORA e la Direttiva NIS2, rendendo il panorama regolamentare più articolato e richiedendo una visione integrata e proattiva della compliance.
Come le funzioni di Aptus supportano la compliance al Data Act
In un contesto così complesso e dinamico, la tecnologia è un alleato strategico per i team compliance. E Aptus, l’assistente IA progettato per i professionisti che operano in settori altamente regolamentati, offre funzionalità specifiche per affrontare le nuove sfide introdotte dal Data Act.
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Monitoraggio normativo in tempo reale: Aptus invia alert personalizzati su tutte le novità normative europee e nazionali, filtrando per autorità, area tematica e tipo di obbligo, permettendo di non perdere nessun aggiornamento rilevante e di anticipare i cambiamenti che impattano la propria organizzazione.
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Analisi automatica degli impatti: grazie alla capacità di elaborare grandi volumi di dati normativi, Aptus identifica in pochi secondi come le nuove disposizioni del Data Act (e di altre normative collegate) impattano su policy, processi e procedure aziendali, segnalando le aree da aggiornare, i rischi da presidiare e suggerisce azioni concrete per l’adeguamento.
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Comparazione normativa e versioning: la funzione di comparazione consente di evidenziare rapidamente le differenze tra versioni di regolamenti, policy o procedure, facilitando la revisione e la validazione dei documenti relativi al Data Act.
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Gestione centralizzata di policy e documentazione: Aptus permette di archiviare, tracciare e aggiornare policy, registri e contratti in un unico spazio digitale, garantendo collaborazione tra compliance, legal, IT e audit e facilitando la preparazione di audit trail e report richiesti dalle autorità.
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Automazione della formazione sulla compliance: la soluzione supporta la generazione automatica di materiali formativi e quiz personalizzati, aggiornando tempestivamente i contenuti alla luce delle novità regolamentari.
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Supporto decisionale e risorse pratiche: Aptus offre guide, best practice e suggerimenti operativi per la formazione del personale e la gestione di casi complessi, aiutando i team compliance a restare sempre aggiornati e allineati agli standard di settore.
Grazie a queste funzionalità, i professionisti di compliance possono trasformare l’adeguamento al Data Act da semplice adempimento normativo a vero vantaggio competitivo: anticipando i rischi, riducendo i costi di gestione e migliorando la trasparenza e la reputazione aziendale.
Il Data Act impone una nuova visione della compliance nei settori regolamentati all’interno dell’UE: dati accessibili, interoperabili e sicuri diventano pilastri per la competitività e la fiducia nel mercato europeo.
E, in questo contesto, l’assistente IA di Aptus.AI si conferma uno strumento concreto e innovativo per affrontare questa sfida, semplificando la governance dei dati, accelerando l’adeguamento normativo e rafforzando la posizione delle aziende nell’ecosistema digitale europeo.


