Dalla pratica tradizionale al project management: l’esperienza dell’Avv. Paolo Previte con Aptus.AI
Nativo digitale, l’Avvocato Paolo Previte ha sempre cercato di informatizzare ogni attività del suo lavoro, imparando presto — ci racconta — “a distinguere l’uso dall’abuso della tecnologia”. Con l’intelligenza artificiale si è interrogato a lungo su come integrarla nella professione: le AI generaliste coprivano solo ricerche circoscritte, mentre la ricerca booleana nelle banche dati tradizionali, una rivoluzione a suo tempo, gli appariva ormai un metodo superato.
Oggi lavora con Aptus NextOS, e non solo per la ricerca giuridica e la redazione degli atti: organizza le pratiche nelle aree di lavoro e grazie all’utilizzo dei connettori gestisce l’intero flusso di lavoro dello studio e non solo la parte più onerosa della ricerca.
Ci racconta: “Il mio obiettivo è dedicare le energie ai clienti e garantire loro la tutela che meritano, prima ancora che alla cura formale dello stile di scrittura. Aptus.AI mi sta aiutando a definire con maggiore chiarezza la mia identità professionale e mi supporta anche nella valutazione dei casi: mi permette di individuare con lucidità le questioni che posso seguire al meglio e quelle in cui è più corretto fermarsi a riflettere, nell’interesse del cliente.
Ritengo che rappresenti il futuro: chi si mostra chiuso verso una tecnologia di questo tipo rischia inevitabilmente di rimanere indietro. È lo strumento che apro all’inizio di ogni giornata di lavoro, perché il mio modo di operare si sta spostando dalla carta e penna verso una logica di project management. Sono curioso di vedere quali ulteriori sviluppi porterà.”
Cosa consiglierei a un collega? “Prova a usarlo senza paura e sfruttalo al 100%: vale la pena vedere di persona come cambia il modo di lavorare.”